Un nuovo studio del Public Religion Research Institute (PRRI) rivela che una parte sostanziale delle donne americane – quasi un terzo – si allinea o simpatizza con le credenze nazionaliste cristiane. Questa scoperta mette in discussione le ipotesi sulla demografia del movimento e sottolinea la sua crescente influenza sulla politica statunitense. Il rapporto PRRI, basato su oltre 20.000 interviste, classifica gli americani in aderenti, simpatizzanti, scettici o respingenti sulla base dell’accordo con dichiarazioni che sostengono leggi basate sui valori cristiani, la necessità di una fondazione cristiana per gli Stati Uniti e il dominio cristiano sulla società americana.
Donne come sostenitrici devote
Lo studio non ha rilevato un divario di genere significativo nel sostegno al nazionalismo cristiano. Melissa Deckman, CEO di PRRI, osserva che molte donne conservatrici hanno “trovato casa” in questo movimento, nonostante il suo potenziale di limitare la loro azione. Ciò è guidato dai timori di un cambiamento sociale – in particolare, dal crescente numero di donne meno religiose che rinunciano ai ruoli matrimoniali tradizionali. L’ideologia nazionalista cristiana spesso enfatizza le strutture patriarcali, in cui ci si aspetta che le donne siano madri e mogli sottomesse.
Estremismo condiviso con gli uomini
Sia le donne che gli uomini cristiani nazionalisti mostrano opinioni altrettanto intransigenti su questioni come la violenza politica e l’immigrazione. Una forte maggioranza all’interno di questo gruppo crede che “i veri patrioti americani potrebbero dover ricorrere alla violenza” per salvare il paese, e sono a stragrande maggioranza a favore della deportazione degli immigrati privi di documenti senza il giusto processo. Lo studio rivela anche un ampio consenso con la teoria della Grande Sostituzione, secondo la quale gli immigrati stanno intenzionalmente sostituendo la cultura americana.
Sfumature nelle credenze di genere
Sebbene generalmente allineate con le loro controparti maschili, le donne nazionaliste cristiane mostrano sottili differenze in alcune credenze legate al genere. Ad esempio, sono meno propensi a concordare sul fatto che i progressi delle donne siano avvenuti a scapito degli uomini. Alcune si identificano addirittura come “femministe conservatrici”, credendo nell’uguaglianza delle donne all’interno di un quadro religiosamente conservatore.
Spostamento degli obiettivi di esclusione
La sociologa Katie Gaddini osserva che, sebbene il desiderio di escludere gli outsider rimanga costante, gli obiettivi sono cambiati nel tempo. Nel 2016 le preoccupazioni si sono concentrate sui musulmani; entro il 2020, i latinoamericani sono diventati un obiettivo primario e questa tendenza continua a influenzare il discorso politico.
In definitiva, i risultati del PRRI dimostrano che il fervore e l’impegno verso gli ideali nazionalisti cristiani sono indistinguibili tra uomini e donne. Ciò sottolinea l’ampio fascino del movimento e il suo potenziale di plasmare la politica statunitense in modi che potrebbero ulteriormente emarginare i gruppi minoritari e rafforzare i tradizionali ruoli di genere.




















